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“Come a contatto dell’aria le antiche mummie si polverizzano, si polverizzò così questa vita. È una civiltà che scompare, e su di essa non c’è da piangere, ma bisogna trarre, chi ci è nato, il maggior numero di memorie”

Corrado Alvaro da Gente in Aspromonte

I “Suoni” in Aspromonte sono preziosi portatori di una forte identità culturale. Si ascoltano, vividi e musicalissimi, dagli strumenti tradizionali che accompagnano i canti, le danze, i riti di anziani pastori e contadini di remote comunità, custodi di antichi saperi.

Ma in questi ultimi anni molta della ricchezza culturale legata al territorio rischia di andare perduta, perché l’ultima generazione di una tradizione orale fin qui compatta si sta spegnendo e molto si sta trasformando, con l’arrivo inesorabile della modernità. L’arte popolare del fare musica rischia di non essere più patrimonio riconosciuto della cultura calabrese, o peggio, di finire nel silenzio di un vero e proprio oblio culturale.

Nasce così nel 2008 l’idea del progetto “Suoni in Aspromonte”, una vera e propria ricerca sul campo, condotta dal musicista polistrumentista Mimmo Morello e dal regista Nino Cannatà, per documentare le realtà musicali della tradizione calabrese in Aspromonte.

Il progetto intende contribuire alla salvaguardia e alla promozione del Patrimonio Culturale, Materiale e Immateriale ed alla valorizzazione delle risorse, bellezze e tradizioni, stimolando inoltre nelle nuove generazioni il desiderio di riscoprire le origini e il valore sociale della propria cultura, quale prezioso contributo dell’identità europea.

Il titolo “Suoni in Aspromonte” fa riferimento al termine locale per indicare la musica e il ballo definito “u sonu” (il suono) e, per estensione, anche alle altre forme di vita comune permeate di musicalità. Vi è inoltre un richiamo all’opera e alla lezione di Corrado Alvaro con il suo celebre racconto “Gente in Aspromonte”.

La Digital Library dedicata al progetto di ricerca “Suoni in Aspromonte”, si pone come strumento di diffusione del patrimonio di tradizione orale dell’Aspromonte. I contenuti, organizzati per aree tematiche e per argomenti secondo criteri e standard archivistici nazionali ed internazionali, saranno resi disponibili per una fruibile consultazione da parte degli utenti. Si presenta come rete di incontro e dialogo per chiunque voglia contribuire con nuovi contenuti utili ad una sempre maggiore conoscenza della cultura del territorio nonché come strumento di supporto per le attività di ricerca e didattica. La piattaforma digitale promuove l’accesso alle informazioni e ai dati fondamentali come repertori, nomi e luoghi dei più importanti suonatori e costruttori, insieme alle caratteristiche e alle tipologie degli strumenti musicali. Tutto un mondo che rimane ancora oggi pressoché sconosciuto e reperibile, in parte, solo ai rari studiosi e appassionati.

“… far sì che i loro nomi non siano dimenticati, ma entrino a far parte della memoria delle regioni quale “tesori” della propria storia culturale, risorse per cui comporre in modo coerente le identità locali.” (Roberta Tucci da Calabria 1 strumenti. Zampogna e doppio flauto. (1977-1979)

Dal vasto lavoro di documentazione audio-video per il progetto “Suoni in Aspromonte”, nascono: un primo estratto per un film documentario sulla musica tradizionale dell’Aspromonte, dal forte carattere cinematografico e allo stesso tempo documento etnografico nonché antropologico; la performance teatrale “Arundo donax, suoni di canna” con il polistrumentista Mimmo Morello, la danza di Alessandra Mariano e l’allestimento video e regia di Nino Cannatà. Uno spettacolo originale dove la canna è l’elemento fusionale tra le varie forme d’arte; il film documentario “A ‘Ntinna – la festa arborea di Martone”, (Libro+DVD – Squilibri editore, 2016, a cura di Nino Cannatà) intorno al tradizionale rito arboreo in occasione della festa patronale di san Giorgio.

La Digital Library vuole essere supporto innovativo da condividere attraverso il web come deposito di varie forme di conoscenza. I materiali acquisiti potranno essere catalogati via via in un archivio sistematico con l’auspicio di contribuire alla futura creazione di un Archivio Unico in Calabria così come già realizzato di recente da tutte le regioni del sud Italia.

Il progetto da condividere e sviluppare, vede già coinvolti:

  • LYRIKS – Laboratorio Interdisciplinare Ricerche Artistiche
  • Associazione Zampognari di Cardeto (Calabria)
  • Associazione “Maistus de Sonus” Launeddas (Sardegna)
  • Associazione Arianova (Campania)

Ha inoltre suscitato il particolare interesse da parte di:

  • Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte
  • Dipartimento di Storia, Culture e Religioni Università La Sapienza di Roma
  • Laboratorio di Antropologia Visiva e Analisi del Suono “Diego Carpitella”
  • Association for Cultural Equity di New York nella figura del suo Presidente Anna Wood Lomax.
La ricerca si avvale altresì di autorevoli interventi favorevoli come quelli del regista documentarista Vittorio De Seta compositore ed etno-musicologo Roberto De Simone.

“Il mondo presto sarà annoiato dalla videomusica prodotta e distribuita in massa e in modo automatico. Sarà allora che i nostri discendenti ci malediranno per non aver saputo preservare il meglio della nostra cultura.”

Alan Lomax